Il sindaco di Anagni è una persona malata

27 11 2009
Jan Steen – La Lussuria, 1663

Noto di nome, lo sarà di fatto. Il sindaco di Anagni ha impedito ai ragazzi dell’associazione La guerra di Piero di presentare il libro Le parole non dette dell’ex parlamentare Vladimir Luxuria, con la presenza dell’autore. Le motivazioni del primo cittadino in quota Pdl? «Non ritengo questo avvenimento educativo. Il problema dei trans andrebbe piuttosto esposto in un ospedale». Complimenti caro sindaco. Quindi i trans sono malati? Qualcosa, forse più che qualcuno, da curare? Luxuria si stava apprestando a parlare del suo testo di favole, incentrate sulle tematiche della diversità e dell’accettazione. Le è stato impedito di farlo. La giunta intera di una cittadina medievale di indubbia bellezza si è arroccata su posizioni medievali di indubbia disumanità. Tutto torna.

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I privilegi viaggiano forte

26 11 2009

 

 

 

Avete un bel cane? Saprete bene che non vi è permesso portarlo su di un treno, a meno che non rientrate in particolari caratteristiche. Una su tutte, essere Ministro della Repubblica.

Non basta l’elenco già esistente di privilegi di cui i nostri rappresentanti sono dotati. Ci mancava anche la priorità per gli onorevoli quadrupedi di viaggiare comodamente in prima classe su un Frecciarossa di Trenitalia. E’ quanto accaduto a Bondi, ministro dei Beni Culturali, che ovviamente non paga neanche il biglietto grazie al suo status ministeriale.

Che dire..follie quotidiane dell’Italia dell’uguaglianza. Anche i cani riusciamo a discriminare.





White Christmas a chi?

26 11 2009

Brutto Natale in vista per gli immigrati

 

 

 

 

 

 

 

“Da noi non c’è criminalità, vogliamo solo fare pulizia…” Questa la motivazione di chi ha proposto la soluzione finale per gli immigrati nel piccolo paesino di Coccaglio. Briciole dell’umanità, polvere di cittadinanza, sporco da ripulire. M’imbelvisco.





Ru486, ma cosa ne sa Gasparri?

26 11 2009

15. Le regioni, d’intesa con le universita’ e con gli enti ospedalieri, promuovono l’aggiornamento del personale sanitario ed esercente le arti ausiliarie sui problemi della procreazione cosciente e responsabile, sui metodi anticoncezionali, sul decorso della gravidanza, sul parto e sull’uso delle tecniche piu’ moderne, piu’ rispettose dell’integrita’ fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione della gravidanza. Le regioni promuovono inoltre corsi ed incontri ai quali possono partecipare sia il personale sanitario ed esercente le arti ausiliarie sia le persone interessate ad approfondire le questioni relative all’educazione sessuale, al decorso della gravidanza, al parto, ai metodi anticoncezionali e alle tecniche per l’interruzione della gravidanza. Al fine di garantire quanto disposto dagli articoli 2 e 5, le regioni redigono un programma annuale d’aggiornamento e di informazione sulla legislazione statale e regionale, e sui servizi sociali, sanitari e assistenziali esistenti nel territorio regionale.

E’ Il 15 punto della legge 194 in materia di interruzione di gravidanza. Oggi la commissione di Sanità del Senato ha approvato a maggioranza (con l’appoggio decisivo di Pdl e Lega) la relazione finale dell’indagine conoscitiva sulla pillola abortiva Ru486. Fermi tutti quindi. Ora il governo dovrà decidere, con una commissione apposita e tecnica del ministero della Sanità come fermare definitivamente la commercializzazione del farmaco.

Siamo veramente ai colpi di mano di qualsiasi natura, come ha definito questo fatto Belisario di Idv. E dov’è finito il parere dell’Agenzia Italiana del Farmaco? Non era sufficientemente neutrale il giudizio di medici e specialisti del settore che hanno ritenuto la pillola abortiva distribuibile, ma solo in ospedale e solo dietro una stretta sorveglianza della legge 194 stessa? Non forniva sufficienti garanzie a chi teme che l’Ru486 diventi un contraccettivo?

Il ginecologo Viale di Torino, che ha sperimentato la pillola, ha detto: «Abbiamo comparato l’Italia a Irlanda, Malta e Polonia, le nazioni che ancora mantengono il divieto sull’aborto. E’ il sintomo di come la donna sia lasciata sempre più sola in balia di posizioni antiabortiste che manipolano la scienza per i propri scopi politici». Curioso come ormai solamente Fini riesca nella maggioranza a zittire con argomenti concreti e circostanziati quel mattacchione di Gasparri: «Trovo originale pretendere che il Parlamento si debba pronunciare sull’efficacia di un farmaco. Ognuno ha le sue opinioni, anche io ho la mia, ma non è oggetto di dibattito politico. Poi ci sono le linee guida del governo, si è pronunciata l’Agenzia del farmaco, non vedo cosa c’entri il Parlamento». Già nel febbraio 2008 i medici si erano espressi favorevolmente. Ma la comunità scientifica deve deporre le armi di fronte al volere di politici che di tecnico non hanno nulla. Evidentemente sono illuminati da una volontà superiore. Credo che arrivi da poco oltre il Tevere, in fondo a via della Conciliazione..San..San..non mi ricordo come si chiama di preciso.






Mensaioli di tutto il mondo…unitevi!!!

23 11 2009

Il Ministro per l'Attuazione del Programma

Abbiamo finalmente la soluzione per i mali del Paese!…Quale processo breve, quale Lodo Alfano, quale riforma universitaria?! Probabilmente se anche Obama avesse saputo non si sarebbe sbattuto come ha fatto per cercare di modificare il sistema sanitario. Una ricetta fra il medico, l’economico, il sociale e anche un po’ il nazional popolare. Autore?! Il grande e irreprensibile ministro per l’attuazione del programma di governo Gianfranco Rotondi!!! (e verrebbe da dire..parafrasando Aldo, Giovanni e Giacomo..ah..non sapevo facesse anche il ministro).

«Io la pausa pranzo e in generale il pranzo l’ho abolito da 20 anni». Ma cosa dice ministro? E’ un vero stakanovista! Pensi che per curiosità, dopo la sua dichiarazione, sono andato a vedere il resoconto dell’ultima giornata di lavori della Camera dei Deputati. Si riferisce al giovedì 19 novembre 2009. Ero proprio curioso di verificare come in effetti la sua maggioranza, all’interno della quale lei si preoccupa di attuare il programma di rinascita democratica, faccia tesoro dei suoi insegnamenti. In effetti la seduta, iniziata alle ore 9.10, viene sospesa alle 13.20, per riprendere solamente alle 15.10!!! Accidenti. Ma lo sanno i parlamentari che fa male mangiare così tanto? E soprattutto nelle «ore più produttive, quelle che passiamo fra l’accingerci al mangiare, il mangiare e il digerire…chiunque fa un’attività libera la pausa pranzo l’abolisce».

Non si preoccupi Ministro. Avanti di questo passo – o pasto che dir si voglia – la pausa pranzo non la faremo mai più. Non sarà per scelta. Già lo sanno i quasi 20 milioni di lavoratori dipendenti, che certo non possono dipendere dalla propria volontà nell’organizzarsi la giornata. Ma ancora di più ne sa il milione di iscritti alla gestione separata dell’Inps che hanno un reddito unico medio annuo che non arriva ai 9 mila euro.

Buona serata Ministro, grazie per il consiglio. Domani non vado in mensa. Ah già è vero..io mi preparo il pranzo al sacco da casa. Ma quello conta?





Terremoto giudiziario a L’Aquila

23 11 2009

Questa mattina i Carabinieri di Pescara si sono mossi, io mi sono imbestialito. «Millantato credito per illecita intermediazione verso pubblici ufficiali nell’ambito della ricostruzione per il terremoto de L’Aquila».  L’ex assessore regionale al Lavoro di Forza Italia ed ex amministratore del Comune di Pescara nella Giunta Pace in combutta con l’amministratore delegato di Fira servizi, società finanziaria della regione già nell’occhio di un ciclone finanziario tre anni fa, sono stati arrestati. Il nome dell’operazione? Ground Zero. Più che mai evocativo. Cosa hanno fatto Claudio D’Alesio, 50 anni,  e Italo Mileti, 59 anni? Hanno tentato di pilotare l’appalto di ricostruzione degli uffici Asl del capoluogo abruzzese, in favore di un imprenditore a loro legato. Una commessa da 15 milioni di euro, il 30% praticamente del fondo da 50 milioni che le assicurazioni hanno messo a disposizione per i danni dopo il sisma. C’è bisogno di commentare?

Un saluto ai circa 2 mila sfollati che sono ancora assistiti nei campi in via di dismissione, ai 22 mila ancora negli alberghi, ai 4 mila del piano case e ai 500 dei Map.





«Ho sbagliato. Scusa…» Le parole che non ti ho detto

19 11 2009

Oggi mi sono imbestialito in metropolitana, stazione Loreto. Camminavo sulla banchina, la fronte abbastanza alta da notare Lui. Un ragazzo della mia età. Auricolari bianchi-Ipod nelle orecchie, borsa a tracollo. Si avvicina a capo chino, muove la testa a ritmo di musica. E che ritmo! Appena mi è a tiro sento la dolcezza delle note da rave, non capisco come faccia alle 7 e 30 del mattino. Ma non importa. Intuisco che fra noi c’è incompatibilità. Non so se nella vita in genere, senza dubbio su quella banchina. La sua traiettoria, opposta alla mia, porterà senz’altro ad un incrocio pericoloso. Mi allargo sulla sinistra, movimento da Ronaldinho – allo stato attuale, non certo dei bei tempi. Ho fatto il massimo. La sua testa bassa e lo stordimento musicale non gli danno la possibilità di notare la mia presenza. All’ultimo tenta una fuga sulla destra, dopo un attimo di esitazione. Niente da fare, accade l’inevitabile. Ci urtiamo, la fretta del mattino fa sì che l’impatto sia notevole. La borsa che porta su un fianco gira come una vite facendo perno sul suo collo, e cade. Mi fermo un attimo, sto per chiedergli scusa. Penso ai suoi auricolari, non mi sentirebbe. Alzo una mano di perdono. Mi incenerisce con lo sguardo, si allontana camminando all’indietro. Le sue pupille mi fissano minacciose. Mi dirigo verso il mio treno, con la pesantezza di chi ha commesso un enorme crimine. Poi ci ripenso. Io l’ho notato, io ho provato a scostarmi in tempo, io ho fatto un gesto di scusa. Lui pareva desideroso di uccidermi. Sul treno ho un dubbio: non sono imbestialito con lui, sono imbestialito con me.

Ci sono delle parole che in Italia sono tabù. Lo riportava con arguzia anche un articolo su Io donna del Corriere se non ricordo male, sabato scorso. Quante vicende italiote sarebbero finite diversamente, almeno da un punto di vista di dignità, con le semplici paroline «ho sbagliato, vi chiedo scusa». Quanti politici avrebbero risparmiato la disapprovazione di una parte – aimè piccola – dell’opinione pubblica, semplicemente ammettendo i propri errori. Solo Marrazzo di fatto è stato in grado di farlo: ha fatto degli errori, li ha ammessi, ha chiesto il tempo per emendarli personalmente con la sua famiglia. E’ un esempio raro. In questa classe politica e dirigente si riflette una nazione incapace di ammettere quanto di male fatto, incapace di rivolgersi al futuro con la consapevolezza che certe cose andrebbero evitate. Diversamente non saremmo ancora immersi in comportamenti che ci avviliscono e ci riportano costantemente ad episodi del passato che vorremmo non tornassero. Diversamente – anche all’estero – vedremmo riconosciuta una dignità che abbiamo perso.