Stiamo impazzendo

18 01 2010

I dannati all'inferno, Luca Signorelli, Duomo di Orvieto, XV Secolo

Una nave da crociera questa mattina si è fermata a largo di Haiti. Nel programma di viaggio era prevista una sosta in una splendida baia. Cocktails seviti sulla sabbia bianchissima, barbecue, windsurf e escursioni subacquee. Il programma è stato rispettato, nonostante tutto. Qualche passeggero si è rifiutato, altri no.

I greci temevano fortemente le conseguenze drammatiche derivanti dai comportamenti di ùbris, il destare l’invidia e l’ira degli dei con la tracotanza. Il Serse dei Persiani di Eschilo ha perso la guerra perchè ha osato scudisciare il mare che gli si era ribellato, devastando il suo ponte di barche. Ha peccato di ùbris, gli dei si sono vendicati.

Credo che dei nostri gesti pagheremo le conseguenze. Sarebbe un destino giusto. Intanto m’imbestialisco.

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Le mani nude

14 01 2010

Non riusciamo a toglierci i guanti, quando entriamo in contatto con certe Terre

«Si scava a mani nude nell’inferno di Haiti» – apertura de Il Messaggero,  «A mani nude tra le macerie della città che non c’è più» – Maurizio Molinari, La Stampa; «Si scava con le mani nude, nel mio paese che non ha più nulla» – Corsera, pagina 7; «Grida dalle maceria, si scava con le mani» – Il Giorno, pag. 3; «Soccorsi fra le macerie, si scava con le mani fra le macerie» – Avvenire, prima pagina …

… Le mani degli haitiani sono nude, ma non da ieri sera. «No, per favore questo non diciamolo. Troppe volte ho sentito ripetere che “è un paese senza speranza”. E’ una forma espressiva che rimanda a una sorta di condanna divina; legittima o assolve tutti coloro che assistono al dramma quotidiano di nove milioni di haitiani». L’unica voce a ricordarlo è quella di Alessandro Corallo, intervistato da Roberto da Rin a pagina 2 del Sole 24 Ore.