Moratti, programma a pedali

21 04 2011

Quasi dodicimila parole, 31 pagine…

ecco il programma della Moratti in estrema sintesi…si rimanda a quello di Pisapia per un confronto visivo…

Ora..entrare nei dettagli del programma del sindaco uscente sarebbe bello..già linkiesta l’ha fatto su un tema molto caldo, quello dell’housing, facendo riferimento al famoso libro dei “cento progetti realizzati” dall’amministrazione negli ultimi cinque anni..

Come assaggio, e torno invece al programma che la Moratti ha proposto per i prossimi 5 anni, si può andare a vedere quanto riportato a proposito di un tema molto caro alla giunta..il bike sharing, cavallo di battaglia in fase di campagna elettorale insieme al più ampio discorso della mobilità..

Nel programma, al punto e) del paragrafo 6) del capitolo “contro l’inquinamento” – pagina 16 del .pdf linkato – si legge:

“Bike-Mi: il Bike-Sharing già entro il 2012 arriverà a 200 stazioni e 3.600 bici disponibili e proseguirà arrivando a circa 300 stazioni e 5.000 biciclette”

Effettivamente guardando il sito del servizio Bike-Mi, tra le ultime news c’è l’inaugurazione di due nuove stazioni in via Paolo Sarpi, di recente oggetto di una serie di lavori. Se ne parla come le stazioni 187 e 188 “nell’ambito del progetto di espansione del servizio che porterà Milano a dotarsi di 200 stazioni e 3.650 bici” (anche se c’è da notare che nell’elenco completo delle stazioni si trovano 109 rastrelliere, perchè poi dalla numero 105 si passa alla 188…)

Tutto questo, però, per dire cosa? Che nel dicembre 2008 l’obiettivo fissato dal sindaco per il 2009 era di raggiungere le 350 rastrelliere (quindi più del doppio di quelle installate a metà 2011). Il tutto in un contesto di difficile raccolta fondi (Clear Channel che gestisce il servizio ha chiesto 3 milioni che il Comune non ha ancora sbloccato) per un servizio che è stato più che apprezzato dai cittadini, visto il numero di abbonamenti.

Non resta che pedalare…





Pisapia in Cattolica

7 04 2011

Visto che non interessava a nessuno, lo metto qui…tiè (rivolto ai media)

(video di scarsa qualità, ma nessuno al giorno d’oggi ti regala una telecamera)

Giuliano Pisapia, il candidato sindaco alle elezioni amministrative di Milano del prossimo 15-16 maggio, ha incontrato gli studenti della Cattolica, su invito del gruppo Uld. Pisapia ha raccontato la sua parabola, da outsider a candidato sindaco del centrosinistra dopo le primarie dello scorso autunno, sottolineando come proprio in quell’occasione «sia rinata la passione e l’entusiasmo dei giovani per la politica». Secondo l’avvocato milanese, la sua candidatura «è riuscita a riunire tre soggetti della città spesso scollati: la società civile, la società di chi lavora all’interno dei partiti dal basso e la cittadinanza attiva».

Rispondendo indirettamente all’assessore al bilancio Terzi, Pisapia ha sostenuto (magari se un giorno ci fosse del tempo sarebbe bello approfondire bene questo aspetto) che le risorse necessarie «per non lasciare che il suo programma sia un grande libro dei sogni, sono contenute nei progetti delle officine per la città (tavoli tematici di studio per la definizione del programma elettorale)». In questo senso, grande spazio verrebbe lasciato – nelle intenzioni del possibile sindaco – a nuove iniziative e al microcredito. «Tre parole indicano il cambiamento che auspico per la città: coesione sociale, nuova economia e nuova democrazia», ha detto Pisapia. Al primo punto si intende la nuova demografia che caratterizza Milano, sempre più sbilanciata verso la fascia anziana. Pisapia ha parlato di una «commissione comunale di garanti» da istituire per vagliare i progetti dei cittadini, soprattutto giovani, per assegnare loro spazi e fondi attraverso il microcredito. Per rilanciare l’economia fa invece riferimento «alla necessità di rilanciare la cultura, con la quale si può mangiare, e di rimettere Milano al passo per quanto riguarda le nuove tecnologie, che sono un volano incredibile e che vedono i giovani senz’altro favoriti». Con “nuova democrazia” il candidato della sinistra ha invece fatto riferimento alla necessità di «riportare aria pulita in città, a partire dal risolvere il problema poco prosaico dello smog. Il mio impegno è quello di adeguare innanzitutto le strutture pubbliche e i loro sistemi di riscaldamento, che sono tra i principali responsabili della situazione tragica della città». Bike sharing in periferia, potenziamento dei mezzi pubblici e sistematicità nell’adottare le giornate a piedi sono le altre misure da adottare con urgenza.

Pisapia si è poi intrattenuto a lungo con i – pochi – ragazzi presenti parlando della necessità di «aprire Milano e i suoi locali, non appoggiare la politica dell’attuale vicesindaco, che invece pensa solo a chiudere tutto». L’avvocato, in riferimento alle solite polemiche della movida,  ha detto che «si può trovare un buon compromesso tra le esigenze degli abitanti di certe zone e i ragazzi che vogliono uscire dalle loro case, recuperando quegli spazi lasciati andare, sia in centro che in periferia, verso un degrado che può diventare irreversibile». Finita la sua presentazione – avvenuta fuori dall’Università perchè la direzione della Cattolica ha impedito di utilizzare uno spazio interno (secondo un regolamento interno a due mesi dalle elezioni si sospende ogni attività che possa avere riferimento diretto ai candidati) – Pisapia ha visitato la sede di Uld, culla del movimento studentesco degli anni ’60-’70, rivelando che la sua campagna elettorale verrà molto probabilmente conclusa con un concerto di Vecchioni.

(ok. fine del tentativo di pezzo serio. detto tra di noi…sarà dura vedere Pisapia vincere le elezioni. Il suo mordente è praticamente nullo, soprattutto nel momento in cui si tratta di dare contenuto alle sue idee. come comunicatore il voto è molto basso. avesse almeno i soldi per tappezzare la città…si vedrà)