I progettisti del Comune? A pedalare!

20 01 2010

Milano è una città intasata. Nei polmoni (da giorni ormai, per l’ennesima volta, oltre i limiti consentiti di inquinamento). Nelle strade (fate un giro nei quartieri della moda). E nella materia grigia di chi la governa.

Milano è una città piatta. Da dieci anni a questa parte i milanesi se ne sono accorti. Gli spostamenti in bicicletta sono aumentati del 73%, raggiungendo i 140mila al giorno. Secondo uno studio di Ciclobby già di qualche anno fa, nell’ora fra le 8.30 e le 9.30 sarebbero almeno 53mila le auto e le moto a circolare per tragitti inferiori ai 4 km, quasi 10mila addirittura per meno di 1 km. Non è un buon serbatoio al quale proporre un’alternativa?

Certo non bastano i soli 97 km di piste ciclabili, per la maggior parte in pessime condizioni, tronche, con passaggi pedonali e di auto improvvisi e non regolamentati. La vocazione verde del sindaco Letizia Moratti aveva portato alla presentazione del piano Milano in bici, dell’ottobre scorso.

Come sempre, tante parole e pochi spazi per chi vuole pedalare! Ma non è tutto. Come segnala anche il Corsera, Milano ha perso un sacco di soldi. Il governo Prodi aveva stanziato oltre 15 milioni di euro. Il Comune se li è fatti passare sotto il naso fino a questo punto, perchè i programmi progettazione delle piste si sono arenati. Così il governo li può chiedere indietro. Stessa sorte per 4,5 milioni regionali e 6,5 milioni già messi a bilancio da Palazzo Marino nel 2007. Croci non c’è più, l’assessore Massari batta un colpo. Anzi, si metta a pedalare e veda di trovare una soluzione, l’alibi dei fondi questa volta non regge.