Aumenta la forbice, ma forse lo sapevamo già

4 05 2011

Non è forse una grande novità quella rappresentata dal lavoro monstre dell’Ocse, l’organizzazione parigina per la cooperazione e lo sviluppo economico. Eppure vedere l’andamento dei redditi dei Paesi dell’area negli ultimi 28 anni (per la maggior parte i dati vanno dal 1980 al 2008) fa una certa impressione, soprattutto considerando la brutta performance dell’Italia rispetto agli altri Paesi avanzati europei.

Secondo l’Ocse, l’Italia – tra i Paesi industrializzati – vince il premio per la maggior disparità di trattamento tra i più ricchi e i più poveri: dopo Messico, Stati Uniti, Israele, Regno Unito (quindi al quinto posto su diciassette Stati) siamo quelli che hanno visto aumentare maggiormente il divario tra il 10% degli stipendi più corposi e il 10% di quelli meno corposi. In assoluto (estendendo cioè la graduatoria a 22 Paesi, includendo quindi anche Turchia, Grecia, Francia, Ungheria e Belgio che il divario lo hanno ridotto in tutti questi anni) siamo al sesto posto.

Toto, 'A Livella

Per esprimere la cosa in termini numerici, l’Ocse si rifa al coefficiente di Gini, un indicatore che va da 0 (ipotesi paradisiaco-socialista, sarebbe la perfetta distribuzione dei redditi senza differenze) a 1 (totale disparità). Nel 1980 l’Italia aveva un coefficiente dello 0,31, salito allo 0,35 a fine 2008, cioè peggiorato del 13% (in media nell’area Ocse è peggiorato – ma meno che da noi – del 10% arrivando allo 0,31 – il nostro punto di partenza). Come sempre, quando si parla di queste cose, i Paesi migliori sono quelli scandinavi, ma anche loro (inclusa anche la Germania) non si sono distinti per la capacità di fermare il trend peggiorativo di questi anni.

Per chiudere in bellezza, l’Ocse fa notare come tra i Paesi dell’area in esame i redditi del 10% più ricco siano circa nove volte quelli del 10% più povero (in Messico il rapporto è 21 a 1!!!). In tutto il lasso di tempo, inoltre, i redditi dei Paesi Ocse sono cresciuti dell’1,7% medio annuo (il 2% per quelli più ricchi, l’1,4% per i più poveri). Ma anche da questo punto di vista l’Italia ha fatto peggio. Mentre il 10% di redditi più ricchi è cresciuto dell’1,1%, il 10% più povero è cresciuto solamente dello 0,2% annuo, per una media totale dello 0,8%, meno della metà dell’Ocse.

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