Corte dei Conti, i Conti delle Corti

13 07 2010

Le signorie locali erodono i conti pubblici, ma l'efficienza latita

La Corte dei Conti bacchetta gli enti locali. Vere e proprie corti per i signorotti locali, i cui conti sono salati. E non è una novità. Una corposa indagine di oltre 200 pagine ha scannerizzato lo stato di salute delle partecipazioni di Comuni e Province in società ed altri organismi vari. Pur precisando come sia effettivamente difficile in alcuni casi quantificare il ritorno per le società che erogano servizi di utilità pubblica e universale (pensiamo ai trasporti urbani: ovviamente meglio avere una tariffazione accessibile a tutti e un bilancio da ripianare, che un biglietto per pochi privilegiati ma i conti in perfetto ordine – laddove non si riesca proprio ad avere entrambi!), emergono alcuni dati interessanti. Tra il 2005 il ’08 i magistrati contabili hanno censito 5.860 organismi partecipati da 5.928 enti locali: significa che praticamente ogni comune analizzato ha la propria partecipazione, con una crescita sensibile nel periodo in questione (2005-2008). La Corte si è concentrata sulla metà circa del totale delle società, quelle più costantemente presenti nel triennio 2005-2007. Oltre il 22% di esse è in costante perdita. Ad appesantire in modo cospicuo il bilancio è il settore della attività culturali, del turismo e dello sport. Si tratta di servizi diversi rispetto al settore dei servizi pubblici. In questo campo, la palma di peggior salute nei bilanci va ai trasporti, dove si concentra il 37% delle società costantemente in perdita.

Al di là di questi dati sulle perdite, ancora una volta – in una settimana densa di episodi che gettano infamia sulla classe politico-dirigente del nostro Paese – balzano agli occhi le accuse strutturali. Le s.p.a. e affini, secondo la Corte, sono utilizzate dagli Enti Locali come «strumento per forzare le regole poste a tutela della concorrenza e sovente finalizzato a eludere i vincoli di finanza pubblica imposti agli enti locali». Accusa non da poco. Che fa il paio con i rilievi fatti sulla Manovra di Tremonti, non molti giorni fa. Anche in quel caso gli Enti Locali venivano indicati come luogo ideale per far nascere poltrone per gli amici, sviluppare incarichi e consulenze ad hoc: oltre 39mila cariche per circa 26mila persone, più altre 4mila per dirigenti e tecnici. La tana prediletta per quel parassitismo che ci affligge come sistema culturale ed economico.

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