Il labirinto degli oggetti smarriti

7 07 2010

Tratto da urladalsilenzio.wordpress.com

Storia di vita vissuta. Questa mattina una povera ragazza ha perso il pc sul treno. Un eurostar frecciarossa, partito da Torino e diretto a Roma Termini. La ragazza, che chiede di restare anonima e chiameremo per finzione giornalistica Irene, era disperata. Armati di telefono fisso e grandi speranze, abbiamo iniziato insieme il duro lavoro di ricerca degli uffici oggetti smarriti. Dal sito trenitalia.it abbiamo recuperato il numero della stazione Centrale di Milano, dove la nostra Irene è scesa. La signorina del centro informazioni ci ha dato un secondo numero, lo 02.88453908. Alla cornetta risponde un gentile signore, senza dubbio non milanese vista l’inflessione, che con grande celerità ci fornisce altri due recapiti, un fisso ed un cellulare. Sono di un dipendente del Comune, che si occupa degli oggetti smarriti presso la Centrale meneghina. Purtroppo però, del nostro caro netbook non c’è traccia.

Decidiamo allora di provare con la stazione di arrivo, quella Roma Termini che probabilmente ha accolto il nostro oggetto del desiderio. E qui le cose si complicano. Sempre dal sito delle Ferrovie prendiamo il numero della stazione. Una gentilissima signorina Stefania si mette ai nostri ordini, per soddisfare le nostre richieste. Chiediamo di essere girati all’ufficio oggetti smarriti e (si spera) rinvenuti. E come per incanto si materializza una tragicommedia all’italiana. La povera Stefania è visibilmente (o meglio, audivamente) in difficoltà. Ci dice che per quell’ufficio non si capisce nulla. Che fino a poco fa era un servizio gestito dal deposito bagagli, ma che ora non sa a chi afferisca. Per tagliare la testa al toro, pressata dalle nostre domande giornalisticamente scomode, ci suggerisce l’onnicomprensivo 060606, numero unico del Comune di Roma, che a quanto pare ha preso in carico il servizio. Dopo aver scoperto da una soave voce registrata del programma estivo delle mostre e degli spettacoli all’ombra del cupolone, veniamo finalmente ricevuti dalla cornetta di un operatrice. Con estrema gentilezza si preoccupa di verificare nella sua rubrica, ma non trova nessun numero che soddisfi le nostre esigenze. Ma non si perde d’animo, e ci rassicura. Anzi, fa di più: ci gira direttamente al genio della lampada che risolverà il nostro problema. Qualche squillo, e una signora dal pesante accento romano – piacevolissimo – risponde. Non appena le dico: «Avrei bisogno di recuperare …» mi anticipa con prontezza alla Bolt e completa la mia frase: «Una fattura per un immobile catastale». Il suo è un colpo da ko. Dopo l’iniziale stordimento, capisco che mi hanno girato alla ragioneria generale. Allora, con grande simpatia, la gentile signora inizia a insultare i centralinisti dello 060606, consigliando loro di cambiare mestiere. Però mi prende in simpatia, e mi gira all’ufficio oggetti smarriti, che di fatto è cosa della Polizia di Stato. Il signore che mi risponde deve avere passato una brutta mattinata, ma quando mi spiega il perchè del suo tono scocciato quasi lo capisco: mi comunica che quel numero non è responsabile per quanto smarrito e ritrovato in stazione. Gli ricordo che sono stato indirizzato alla rete del Comune, e ci sono rimasato impigliato, su imbeccata di Trenitalia. Non l’avessi mai detto. Ancora più alterato, dall’altra parte della linea il signore mi dice che «questa storia va avanti da due anni. Ma sono due anni che noi non ci occupiamo più della stazione, la devono smettere quelli delle ferrovie. Gli abbiamo già fatto una comunicazione ufficiale, ora li denunciamo». Stupito per aver sollevato un simile polverone, apprendo con gioia che il pc oggetto del desiderio non è mai sparito, ma era stato semplicemente occultato all’interno di una borsa di una ragazza che preferisce rimanere anonima, e chiameremo per simpatia Micol. Come si dice, tutto è bene quel che finisce bene. Ma è stato comunque un giro di telefonate istruttivo.

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2 responses

3 11 2010
daniela novelli

Ieri ho preso un treno torino-roma e ,scendendo a milano, ho lasciato sul sedi le di prima classe un cappello. Ho realizzato subito lo smarrimento e non c’è stato modo di comunicarlo in quanto il call center di trenitalia mi ha detto nell’ordine: 1) che non si poteva fare nulla ,in fin dei conti è un cappello 2) che certo non si poteva disturbare il capotreno per simil quisquiglia 3) che all’arrivo a Roma Termini, se gli addetti alla pulizia del treno l’avessero trovato l’avrebbero portato all’ufficio oggetti smarriti : dopo 5 minuti ottengo il numero di telefono che poi miseramente scopro essere un numero inesistente
Richiamato stamattina il call center mi viene detto che devo “fisicamente” andare a Termini e vedere lì (?????dove??) se lo trovo. Cioè nel 2010 non esiste un telefono, non dico un sito internet……………..Ho chiesto all’operatrice del call center di passarmi un responsabile cui chiedere conferma e mi ha detto che ” qui non passano mai”, ho chiesto di dirmi con chi stessi parlando e si è rifiutata di darmi i suoi riferimenti ed infine……………………….facile indovinare………… mi ha attaccato il telefono!!!

12 03 2012
Gilberto Allesina

Invece la mia esperienza sulla metropolitana di Monaco di Baviera… Alle 1910 dimentico una borsa con dentro una serie di regali sul sedile della metropolitana. Quasi fuori della stazione mi rendo conto della mancanza della borsa e torno indietro, premo il tasto rosso e mi comunico (in inglese) col responsabile della stazione, che mi informa che quel treno tornerà a passare alle 1930. Poco dopo, vedo un tizio che scende dal treno e si rivolge a me chiedendomi di comunicarmi di nuovo col personale della stazione. Premo il tasto rosso e la persona si scusa per avermi dato l’informazione sbagliata: quel treno sarebbe passato alle 2000. Alle 2000 punta il treno, parlo col conducente del treno che mi fa’ un paio di domande sul contenuto della borsa e, avendo conferma che sono io il richiamante, mi consegna la borsa… Domanda: siamo più vicini al primo o al terzo mondo?

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