Milano ce l’ha fatta!..per gioco..

31 07 2010

Avrà un agosto di quelli da ricordare il sindaco di Milano Letizia Moratti! Che meraviglia. La immaginiamo al sole, con la famiglia, intenta a giocare con grande soddisfazione a Monopoli! Eh si, perchè Milano ce l’ha fatta. Dopo il grande sforzo del suo primo cittadino, che ha dedicato a sua detta ore e ore e intere giornate di lavoro per centrare l’obiettivo, il capoluogo con la Madonnina si è conquistato una delle 22 caselle per la prossima edizione del Monopoli. Il sindaco, c’è da dire, ha proprio fatto un bel lavoro. Si sono organizzati megatabelloni urbani per richiamare la popolazione tutta all’ordine. Il primo cittadino aveva fatto ad inizio mese persino un appello accorato a tutti i suoi sudditi..pardon, cittadini, perchè votassero sul sito e lanciassero la risalita della graduatoria. Udite udite, il consigliere comunale Pdl Alessandro Fede Pellone ha addirittura presentato in Consiglio una mozione a metà mese, quando ormai sembrava perso il treno buono per passare dal via.

E come non immaginare la faccia invidiosa degli altri sindaci. Alemanno su tutti: Roma è fuori…e poi Firenze, Bologna, Venezia. Anche Cuneo ci credeva, ma niente da fare. Quando i milanesi si rimboccano le maniche non ce n’è per nessuno.

Ok, ora le cose serie. I pochi amici che seguono questo blog sanno che sono di Milano. Questa città è malata. Sta cadendo a pezzi, ma si sta rifacendo la maschera deturpando ancora di più quanto di buono c’era rimasto. Ha rincorso per due anni e mezzo un accordo per le aree dell’Expo, ma non ne ha cavato niente. Quando il sindaco ha smesso di giocare, ha mandato una lettera in Regione per sbloccare la situazione. Dando 5 giorni di tempo. Un po’ tutti si sono chiesti gli altri 500 che cosa abbia fatto. E Formigoni in tutto ciò se la ride. Ed è solo la più grande delle figure barbine che Milano sta mettendo sulla piazza globale. C’è bisogno di tanto a Milano. Idee, energie, voglia di fare. Scopriamo ora che nelle nostre discoteche succede quello che succede. E il primo pensiero va al non stoppare il più grande giro d’affari della città. Ma ora abbiamo la nostra casellina sul tabellone. Fra imprevisti e possibilità, tireremo innanz’

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Tirrenia va a Mediterranea

29 07 2010

In riferimento a quanto scritto non molto tempo fa, volevo solo riprendere la vicenda. Mediterranea holding si è di fatto aggiudicata Tirrenia. La partecipazione della regione Sicilia è al 37%. Repubblica dice che la firma del contratto potrebbe arrivare già ai primi di agosto.

La mole di debiti è confermata, i finanziamenti pubblici anche. Il Presidente della Regione Lombardo tiene a precisare che non si tratta di una regionalizzazione, salvo poi pretendere di incidere decisamente sulla strategia aziendale. Si attendono ancora i privati veri, ai quali la Sicilia potrebbe nel tempo cedere quote. Staremo a vedere.





Scuole a pezzi

29 07 2010

Il trentuno ottobre del 2002 crollava la scuola di San Giuliano di Puglia, con il suo carico di 29 piccoli morti. L’evento suscitava grande reazione da parte di tutta l’opinione pubbica. La tragedia da evitare e bla bla.

Con grande tempismo il governo metteva a punto il Piano Straordinario per la messa in sicurezza delle strutture scolastiche, con la legge 289/2002. Questo piano ha suddiviso in vari livelli di sismicità il territorio nazionale e ha predisposto interventi per 22.258 edifici scolastici (42.000 il totale), con la necessità di reperire fondi urgentemente per un ammontare di 4 miliardi. Vedere come sono andate le cose un po’ imbelvisce. «La programmazione delle opere, negativamente influenzata da mancanza di pianificazione e da progettazione di base carente, ha spesso inseguito solo le disponibilità finanziarie piuttosto che le reali esigenze degli edifici scolastici». Parole della Corte dei conti. Al 2010 risultano sì attivati 1.219 interventi (il 77% del totale programmato per il primo step), ma i lavori risultano affidati o aggiudicati solo nel 29% dei casi. Di fatto sono stati completati 137 interventi del Primo programma stralcio, 39 del Secondo. Su 1593.

I giudici sottolineano come siano molteplici le cause di questi ritardi, che generano una colossale inefficienza. Difficoltà nel muoversi in una selva normativa. Carente progettazione delle opere programmate, che ha comportato integrazioni o modifiche. Non si sa mai da che parte devono arrivare i fondi necessari. Non si capisce in che relazione siano i comuni, le regioni e i ministeri nella gestione di questa materia. Insomma, il solito gran casino.

Il capolavoro tragicomico di questa analisi sta però nella parte finale. La Corte ricorda che «presupposto necessario per una organica e efficace programmazione è la reale conoscenza dello stato degli edifici scolastici, che solo un’anagrafe dell’edilizia scolastica funzionante può garantire». L’anagrafe è stata istitutita da una legge del 1996. Non è ancora operante. Anzi, è continuamente ritoccata da chiunque, un bel polpettone. Veramente difficile, così, evitare le tragiche conseguenze che anche i magistrati contabili paventano.





Il canto della Siremar, colabrodo del mare nostrum

15 07 2010

Tirrenia, miliardi di denari pubbici bruciati

La notizia di oggi dell’arrivo di Giancarlo d’Andrea come amministratore unico di Tirrenia permette di ripercorrere rapidamente la storia di questa impresa italiana, che condivide con molte altre realtà industriali pubbliche un destino nefasto.

La società, è il caso di dirlo, fa acqua da tutte le parti. Partiamo con la navigazione in questo mare di m…spreco.

Tirrenia è compagnia pubblica. Al suo interno ci sono altre compagnie controllate, quali Siremar, Caremar, Saremar, Toremar (l’iniziale sta per la Regione di competenza: Sicilia, Campania, Sardegna, Toscana). Riavvolgendo il suo film, si assiste a decenni di soldi malgestiti e malspesi, tanto che si può parlare di una macchina spreca soldi, di un Alitalia dei mari. I problemi sono su più fronti. Il piano industriale del management 2009-2014 riporta come il costo medio della forza lavoro sia superiore del 25% rispetto a quella dei privati, cifra che saliva a quasi il 50% per le linee locali. Ovviamente non è in discussione l’auspicio di licenziamenti in tronco (visto che già la compagnia ha ridotto significativamente l’organico in 20 anni e un patto con il Governo impone il mantenimento del livello occupazionale, giustamente), ma di recuperare efficienza. Uno si domanderà: non riescono a gestire le risorse umane. Almeno con le macchine saranno capaci? Non proprio. Il parco natanti di Tirrenia si compone di 44 mezzi, alcuni dei quali con oltre 25 anni di servizio. Un esempio su tutti: nei primi anni ’90 Tirrenia ha acquistato dei super traghetti con trasporto auto, ma si è resa conto che non riuscivano a salpare con il mare mosso. Risultato? Prepensionati. O che dire di altre quattro supernavi da quasi 55 milioni di euro l’una ordinate nel ’98 e licenziate in poco tempo perchè, una volta messe in mare, si è scoperto che consumavano 290 kg di gasolio al minuto contro i 41 degli altri mezzi?

Per ovviare a questa gestione scellerata, quale metodo migliore se non il ricorso alle casse dello stato? I cittadini pagano 22 euro per ogni biglietto staccato da Tirrenia. Le cose vanno peggio se si considera la Siremar, la vera zavorra della baracca (le altre linee regionali sono passate di mano prima del tentativo di privatizzazione di tutta la Tirrenia, e sono ora proprietà delle amministrazioni di Campania, Sardegna e Toscana). Dalla vendita di biglietti Siremar incassa circa 20 milioni. Per arrivare ai 100 milioni di fatturato annuo, serve la mano – anzi il portafoglio pubblico. Senza di esso sarebbe già fallita da tempo, non riuscirebbe neppure a pagare gli stipendi ai 500 dipendenti. Senza l’aiuto statale, in due anni ci sarebbero circa 150 milioni di buco in bilancio. Tirrenia a fine 2008 consolidava debiti per oltre 900 milioni. Solo marginalmente gli ultimi accordi sindacali sono riusciti a diminiuire le spese per il personale. Anche perchè, come sottolinea la Corte dei Conti, sono aumentate le consulenze per il tentativo di privatizzazione della società.

E qui parte l’ultimo, forse, step. In realtà è un discorso che va avanti da tanto tempo, soprattutto su spinta dell’Ue. Ma a chi interesserebbe una società del genere? E perchè? La prima domanda ha risposta paradossale: proprio la regione Sicilia, che a differenza delle altre amministrazioni locali non aveva voluto acquisire il comparto regionale di Tirrenia, la Siremar, ora pare interessata a mangiarsi tutta la torta, come socio di maggioranza relativa di una cordata di fatto pubblica (la Mediterranea Holding di Navigazione). Gli altri armatori e i vari fondi si sono infatti defilati, anche se inizialmente sembravano interessati. Il perchè dell’interesse risiede proprio nella pioggia di finanziamenti pubblici e di convenzioni, garantite fino al 2022 (72 milioni l’anno per Tirrenia, 55 per Siremar). I privati si sono ritirati proprio perchè da sempre l’Ue insiste nel negare gli aiuti pubblici, che quindi potrebbero essere ridiscussi. Ma per Mediterranea Holding questa montagna di denaro pare proprio un’attrazione fatale. Scrive Fabio Pavesi stamane sul Sole: «Fa niente se la società (Mediterranea Holding) ha un capitale di 120 mila euro e ha appena laciato un aumento per 10 milioni, ma si dovrà sobbarcare un debito per 520 milioni. Può stare in piedi una società con questo squilibrio patrimoniale? Nel mondo normale no. Così come è assai curioso che la società capofila dell’azionista Regione Sicilia, sia il vivaio Paulsen, segnalato dal Cerved (banca dati di informazioni societarie) con un grado elevato della rilevanza dei fenomeni di insolvibilità. Per l’alba di una svolta nel disastro Tirrenia, le premesse non sembrano incoraggianti». Se la privatizzazione andrà in porto, il colabrodo Tirrenia avrà finito la sua traversata. Ma i problemi difficilmente si risolveranno. Soprattutto se la rotta avrà portato il colabrodo dai mari dello Stato a quelli delle Regioni, con pochi cambiamenti sostanziali.





Corte dei Conti, i Conti delle Corti

13 07 2010

Le signorie locali erodono i conti pubblici, ma l'efficienza latita

La Corte dei Conti bacchetta gli enti locali. Vere e proprie corti per i signorotti locali, i cui conti sono salati. E non è una novità. Una corposa indagine di oltre 200 pagine ha scannerizzato lo stato di salute delle partecipazioni di Comuni e Province in società ed altri organismi vari. Pur precisando come sia effettivamente difficile in alcuni casi quantificare il ritorno per le società che erogano servizi di utilità pubblica e universale (pensiamo ai trasporti urbani: ovviamente meglio avere una tariffazione accessibile a tutti e un bilancio da ripianare, che un biglietto per pochi privilegiati ma i conti in perfetto ordine – laddove non si riesca proprio ad avere entrambi!), emergono alcuni dati interessanti. Tra il 2005 il ’08 i magistrati contabili hanno censito 5.860 organismi partecipati da 5.928 enti locali: significa che praticamente ogni comune analizzato ha la propria partecipazione, con una crescita sensibile nel periodo in questione (2005-2008). La Corte si è concentrata sulla metà circa del totale delle società, quelle più costantemente presenti nel triennio 2005-2007. Oltre il 22% di esse è in costante perdita. Ad appesantire in modo cospicuo il bilancio è il settore della attività culturali, del turismo e dello sport. Si tratta di servizi diversi rispetto al settore dei servizi pubblici. In questo campo, la palma di peggior salute nei bilanci va ai trasporti, dove si concentra il 37% delle società costantemente in perdita.

Al di là di questi dati sulle perdite, ancora una volta – in una settimana densa di episodi che gettano infamia sulla classe politico-dirigente del nostro Paese – balzano agli occhi le accuse strutturali. Le s.p.a. e affini, secondo la Corte, sono utilizzate dagli Enti Locali come «strumento per forzare le regole poste a tutela della concorrenza e sovente finalizzato a eludere i vincoli di finanza pubblica imposti agli enti locali». Accusa non da poco. Che fa il paio con i rilievi fatti sulla Manovra di Tremonti, non molti giorni fa. Anche in quel caso gli Enti Locali venivano indicati come luogo ideale per far nascere poltrone per gli amici, sviluppare incarichi e consulenze ad hoc: oltre 39mila cariche per circa 26mila persone, più altre 4mila per dirigenti e tecnici. La tana prediletta per quel parassitismo che ci affligge come sistema culturale ed economico.





Bilancio sociale del circolo Magnolia

11 07 2010

L'impianto fotovoltaico sul tetto del Magnolia

Vi allego il link al Bilancio sociale del Magnolia. Bell’esempio di resonsabilità civile del primo circolo Arci, per numeri, in Italia.

http://www.circolomagnolia.it/bilanciosociale





Minzolinate aquilane

7 07 2010

Minzolini sulla copertina di Prima Comunicazione

La notizia di giornata, in prima pagina su tutti i siti nazionali di quotidiani, sono le violenze che hanno frustrato il corteo dei terremotati aquilani a Roma. Non bastavano le scosse, gli arrivano anche le percosse. Non commento, non ce n’è bisogno. Mi concentro piuttosto sul trattamento che il fatto del giorno ha ricevuto dal Tg1 del prode Minzolini, ore 13.30. Premetto che l’Ansa ha battuto l’agenzia che iniziava a parlare delle mazzate alle ore 11.21.

Titoli del Tg1 delle 13.30:

1) Lodo Alfano

2) Vertice Silvio-Pdl

3) Economia europea nel I trimestre

4) Sgominati evasori fiscali di Lodi (!!!)

5) Casi di pedofilia fra il clero del Belgio

6) Mondiali, Olanda in finale.

Ok. Direte. Poveretti, lavorano lentamente. Ora si va in studio e subito lanciamo un bel collegamento in diretta per vedere cosa è successo. Lo sappiamo già tutti, basta andare in Piazza Venezia, vedere e raccontare.

Scaletta dei servizi:

1) Nota del Quirinale sul lodo Alfano, in seguito agli articoli di Giornale e Il Fatto

2) Collegamento in diretta da Roma sul vertice del Pdl (Ma allora li sapete fare i collegamenti in diretta! Ok, allora basta aspettare…magari è talmente importante il fatto che va direttamente il direttore). Invece…

3) Manovra: Regioni vs Tremonti

4) Eurostat e crescita europea (c…o non mi ero accorto quanto l’Italia stia crescendo in fretta, strano non avere già sette o otto lavori)

5) Magistratura francese: indagini sui fondi a Sarkozy

6) Connazionali uccisi ad Hannover per questioni di calcio. Trovato il killer

7) Fisco truffato a Lodi, presi i responsabili

8 ) Camorra, piccoli collaboratori di giustizia crescono

9) Tangenti fra i dirigenti delle Ferrovie: arresti

10) Elisa Claps, nuove rivelazioni: Dna di due uomini nella chiesa dove hanno trovato il corpo della ragazza (wow)

11) 26enne morto in un incidente a Roma (ma allora davvero avete i giornalisti a Roma!!)

12) Pedofilia in Belgio

13) 2 Cattolici della Chiesa Cinese uccisi

14) Giornata contro la Contraffazione, sproloquio della Marcegaglia (?)

…e qui sono passati oltre 18 minuti di Tg. Ma ecco, a ciel sereno, quando già l’ascoltatore medio è pronto a sentirsi grandi novità sull’ondata del caldo, sui rimedi per i bambini piccoli al mare, sulle zanzare e su quanto è buono e quanto fa bene d’estate il gelato alla frutta…si odono queste parole: «Tafferugli e due feriti lievi a Roma durante la manifestazione degli aquilani, che chiedono la riduzione delle tasse (…)», ma ci tranquillizzano immediatamente dicendoci che il sindaco Cialente è stato ricevuto da Schifani.

Vedere per credere, a chi interessa. Il servizio della giornalista non è neppure così male, almeno lei dà voce ai manifestanti. Ma senz’altro non sarà toccato poi a lei stilare la scaletta. Di importanza minore solamente i mondiali, con tre servizi dedicati, il festival di Ischia e la moda. Che dire. Minzolini, bravo.