Arbitro: il lavoratore è cornuto

4 03 2010

In Senato è stata data la fiducia al Ddl varato da governo con la finanziaria del 2009. A quanto ho capito, in 50 articoli si minano alcune basi del sistema del lavoro italiano, ma la cosa passa abbastanza sottotraccia.

3 punti per me cruciali:

1) La legge ammette di fatto l’eventualità  che il rapporto di lavoro sia posto al di fuori della tutela di legge.  Nelle controversie di lavoro, infatti, il ricorso all’arbitro piuttosto che al giudice diventa facoltativo. Il cavillo pericoloso, però, è che nel contratto stipulato fra azienda e lavoratore si può decidere in anticipo a chi fare ricorso in caso di controversia. L’azienda dice a un neoassunto: nel nostro contratto stipuliamo che, in caso di controversia, andiamo dall’arbitro. Anche in deroga ai contratti nazionali. O così, o niente.

Dove sta l’inghippo? Nel fatto che l’arbitro, a differenza del giudice, decide secondo il principio di equità, cioè non secondo diritto, sia pure nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento. Un buon guadagno per il lavoratore

2)  Legge ad aziendam.  I lavoratori dell’ex Atesia avevano fatto causa all’azienda, perchè pur regolati da un contratto precario di co.co.co, in realtà erano in una situazione di subordinazione bella e buona. Causa vinta, diritto a 20 mesi di arretrati e posto di lavoro assicurato. Alcuni accettano la proposta conciliatoria dell’azienda, ma 50 sui 3600 dipendenti andarono fino in fondo al discorso. In Appello, ancora ragione. Ora questa legge porta a 6 il massimo di mensilità dovute dall’azienda. Di fatto, si salva l’Atesia dal pagare il proprio debito, e si mette anche a repentaglio il posto di lavoro che per quei 50 era garantito.

3) Ammortizzatori sociali ciao! Il ddl saluta la riforma degli ammortizzatori sociali e le dice, ritenta, sarai più fortunata. Mettendo a 24 mesi il limite di tempo per varare i decreti di riforma, in tema di ammortizzatori, apprendistato, servizi per l’impiego, incentivi all’occupazione e occupazione femminile, risultano in bilico (ma praticamente fuori tempi massimi per questioni tecniche) tutti quei progetti che risalgono addirittura al governo Prodi.

Insomma..una grandissima porcata. E a patire i soliti

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