Povero Togo

31 01 2010

M’imbelvisce l’assurda decisione, da parte della Federazione calcistica africana, di squalificare la nazionale del Togo impedendole la partecipazione alle prossime due edizioni della Coppa d’Africa.

I togolesi erano stati vittime di un attacco terroristico sul pullman che li portava all’esordio nella competizione. Due morti sparati. Inizialmente la federazione aveva deciso di proseguire nel cammino sportivo, ma il Capo dello Stato ha deciso di ritirare la squadra. Per la commissione che ha giudicato il caso, è stata un’ingerenza dello sport sulla politica. Quindi è arrivata la condanna. Ma cosa si crede di dimostrare con ciò?

Amo il calcio e lo sport in genere, nel tempo sempre più per quanto riescono a rappresentare dal punto di vista della società e della comunità. A livello giovanile e locale, è un valore enorme per la crescita e l’educazione. Purtroppo però i modelli restano quelli che girano sui circuiti internazionali e mediatici. E’ un altro mondo. Che non è in grado di offrire alcun esempio ai più piccoli. Un errore ed un peccato enormi.

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I lavoratori dimenticati

27 01 2010

Fiat allo sbaraglio

Mi sono imbestialito con i giornalisti. E dire che vorrei far parte della categoria, in un futuro nemmeno tanto lontano.

Oggi la discussione riguarda un po’ ovunque questioni di vitale importanza per l’umanità intera: i mal di pancia della Clinton e le imbarazzate riverenze dei costernati Frattini&Berlusconi. I dibattiti politico-culturali sull’opportunità di legiferare in materia di burqa. Molto spesso confusionari, senza la capacità di scindere correttamente i piani, in cui parole come Integrazione, Stato, Legge, Identità, Cultura, Diritti, Donne si mischiano come facessero parte tutte della stessa risma.

In tutto ciò abbiamo perso completamente il contatto con la realtà. Mi riferisco in particolare ad una cosa: la cassa integrazione Fiat.

Repubblica e Corriere (seppure con una sensibilità diversa, và dato atto al quotidiano romano) la mettono a pagina 26. La Stampa, che evidentemente non ha implicazioni con la casa Torinese, esagera: arriviamo a pagina 33. Per tutti un misero richiamino in prima pagina.

Sul Corsera in particolare trovano posto prima, nell’ordine, oltre ai già citati due temi vitali del giorno:

I giochi d’intesa Bersani-Di Pietro. Le vicende di Bologna e del suo ex sindaco. I giochi pugliesi interni al Pd. D’Alema e il Copasir. Lo scudo sui processi e le risposte dei magistrati. Lo smog milanese. Gli alberi mai piantati promessi da Kyoto. Obama. Chavez. Madrid. Berlino. Le Br e il Papa di vent’anni fa. Dei frati che sfrattano un istituto dei Beni Culturali. Trezeguet e Corona. Un’infermiera assolta dopo l’eutanasia. Gli Ogm. Zaia che lancia il made in Italy a botte di panini e insalate. Givenchy e i suoi abiti. Lo chef Adrià che chiude per due anni (e non per cassintegrazione). Una moratoria per il tonno rosso. La proposta di pubblicare gli stipendi dei manager (e siamo entrati nelle pagine di Economia). Il consulto Berlusconi-Draghi. Le stime dell’Fmi.

Dopo tutto ciò, finalmente ci siamo: Senza incentivi ordini a picco. Fiat auto mette tutti in “cassa”. M’imbelvisco. Cos’è quel virgolettato?! La “cassa”. Un modo dire? Un vezzeggiativo? Un nomignolo per un luogo famoso che tutti sentono nominare, ma nessuno c’è mai stato!?

Vi invito a leggere pagina 7 del Manifesto, con un articolo che parte in prima pagina a firma di Loris Campetti. Domani, quando uscirà il pdf, ve lo carico.

La “cassa” di Fiat è una fantastica trovata dell’ad Marchionne, un uomo verso il quale confesso di aver avuto pensieri positivi in passato. 30mila lavoratori non sono noccioline. 2 settimane di “cassa” non è poco. Soprattutto se viene decisa dalla più grande, più storica, più rappresentativa azienda italiana. Quella che ha più preteso dai conti pubblici. Quella che ora non produce più. Quella che nel 2012 chiude Termini, 1.300 lavoratori e un indotto da altri 2mila. Quella che vuole ancora incentivi pubblici, sennò ciccia! Quella che però abbiamo Chrysler. Quella che l’ad è sobrio e usa solo i maglioncini…

Nella stessa pagina 7, di taglio basso, il Manifesto ci ricorda che il mondo ha un nuovo record: 212 milioni di lavoratori senza lavoro, 37 milioni in più negli ultimi due anni. 600 milioni di famiglie che vivono con 1,25 dollari al giorno.

Ce ne può importare qualcosa? Mah..





L’ennesimo Brunetta..e mo’ bbasta!

25 01 2010

da ilcannocchiale.it

Come ogni lunedì che si rispetti Brunetta domina la scena dei quotidiani di informazione. Ormai il giorno del signore ha ufficialmente un nuovo padrone. Anche questa domenica infatti non ha perso l’occasione di fare la sua sparata: un assegno da 500euro per i suoi tanto amati bamboccioni. Soldi da togliere ai vecchi per darli ai giovani, per sottrarli alla cura dei vecchi e rendere questi più giovani, perchè così i giovani si sentano meno vecchi e i vecchi un po’ più giovani. Insomma, la solita ca…ta, che ha richiesto la smentita di tutto il Governo, dalla Meloni in su..o in giù.

Ora una domanda. Caro Brunetta: ma non hai niente da fare la domenica? Non so..la messa, il pranzo con la famiglia, la partita al pomeriggio e la Domenica Sportiva alla sera? Non ti gusta l’idea? Sempre a fare le tue sparate inconcludenti? Preciso. A volte non solleva questioni stupide. Ma il modo di risolverle è quello di sparare alto? Guarda che i tuoi amichetti della Lega l’hanno fatto già dalla metà degli anni ’90, ti ricordi che ce l’avevano duro?!?!..dai Renatino..fai uno sforzo, inventa qualcosa d’altro. Grazie.





I progettisti del Comune? A pedalare!

20 01 2010

Milano è una città intasata. Nei polmoni (da giorni ormai, per l’ennesima volta, oltre i limiti consentiti di inquinamento). Nelle strade (fate un giro nei quartieri della moda). E nella materia grigia di chi la governa.

Milano è una città piatta. Da dieci anni a questa parte i milanesi se ne sono accorti. Gli spostamenti in bicicletta sono aumentati del 73%, raggiungendo i 140mila al giorno. Secondo uno studio di Ciclobby già di qualche anno fa, nell’ora fra le 8.30 e le 9.30 sarebbero almeno 53mila le auto e le moto a circolare per tragitti inferiori ai 4 km, quasi 10mila addirittura per meno di 1 km. Non è un buon serbatoio al quale proporre un’alternativa?

Certo non bastano i soli 97 km di piste ciclabili, per la maggior parte in pessime condizioni, tronche, con passaggi pedonali e di auto improvvisi e non regolamentati. La vocazione verde del sindaco Letizia Moratti aveva portato alla presentazione del piano Milano in bici, dell’ottobre scorso.

Come sempre, tante parole e pochi spazi per chi vuole pedalare! Ma non è tutto. Come segnala anche il Corsera, Milano ha perso un sacco di soldi. Il governo Prodi aveva stanziato oltre 15 milioni di euro. Il Comune se li è fatti passare sotto il naso fino a questo punto, perchè i programmi progettazione delle piste si sono arenati. Così il governo li può chiedere indietro. Stessa sorte per 4,5 milioni regionali e 6,5 milioni già messi a bilancio da Palazzo Marino nel 2007. Croci non c’è più, l’assessore Massari batta un colpo. Anzi, si metta a pedalare e veda di trovare una soluzione, l’alibi dei fondi questa volta non regge.





Stiamo impazzendo

18 01 2010

I dannati all'inferno, Luca Signorelli, Duomo di Orvieto, XV Secolo

Una nave da crociera questa mattina si è fermata a largo di Haiti. Nel programma di viaggio era prevista una sosta in una splendida baia. Cocktails seviti sulla sabbia bianchissima, barbecue, windsurf e escursioni subacquee. Il programma è stato rispettato, nonostante tutto. Qualche passeggero si è rifiutato, altri no.

I greci temevano fortemente le conseguenze drammatiche derivanti dai comportamenti di ùbris, il destare l’invidia e l’ira degli dei con la tracotanza. Il Serse dei Persiani di Eschilo ha perso la guerra perchè ha osato scudisciare il mare che gli si era ribellato, devastando il suo ponte di barche. Ha peccato di ùbris, gli dei si sono vendicati.

Credo che dei nostri gesti pagheremo le conseguenze. Sarebbe un destino giusto. Intanto m’imbestialisco.





Equo compenso? Aumento assicurato

15 01 2010

Per «restituire dignità a chi crea un’opera d’arte», secondo quanto richiesto dalla Beneamata SIAE, il Ministero dei Beni Culturali ha pubblicato il decreto che obbliga i consumatori a versare una quota anticipata del diritto di autore per chi acquista dispositivi tecnologici utili per riprodurre opere audiovisive. Questo equo compenso porterà aumenti anche significativi: circa 10 euro per i dischi rigidi da 15 gigabyte montati sui lettori Mp3, tipo Ipod, e anche 30 euro per hardisk con capienza oltre i 250 giga.

Insomma..l’equo compenso, come spesso accade, va a discapito dell’utilizzatore finale..cioè di tutti quanti noi..non fa un pochino imbestialire?





Le mani nude

14 01 2010

Non riusciamo a toglierci i guanti, quando entriamo in contatto con certe Terre

«Si scava a mani nude nell’inferno di Haiti» – apertura de Il Messaggero,  «A mani nude tra le macerie della città che non c’è più» – Maurizio Molinari, La Stampa; «Si scava con le mani nude, nel mio paese che non ha più nulla» – Corsera, pagina 7; «Grida dalle maceria, si scava con le mani» – Il Giorno, pag. 3; «Soccorsi fra le macerie, si scava con le mani fra le macerie» – Avvenire, prima pagina …

… Le mani degli haitiani sono nude, ma non da ieri sera. «No, per favore questo non diciamolo. Troppe volte ho sentito ripetere che “è un paese senza speranza”. E’ una forma espressiva che rimanda a una sorta di condanna divina; legittima o assolve tutti coloro che assistono al dramma quotidiano di nove milioni di haitiani». L’unica voce a ricordarlo è quella di Alessandro Corallo, intervistato da Roberto da Rin a pagina 2 del Sole 24 Ore.